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15 lug 2018

SportSupporter, il crowdfunding per lo sport

Oggi abbiamo il piacere di presentare la nostra intervista ad Antonia Lanari, co-founder di SportSupporter, il portale di crowdfunding donation e  reward per lo sport.
La Dott.ssa Lanari ci illustra come sia possibile coniugare il mondo del finanziamento dal basso con il settore sportivo, realtà da tutti amata che, però, parafrasando la stessa intervistata, 'necessita di una maggiore attenzione da parte della società civile', soprattutto con riferimento al sostegno di quell'infinita costellazione di società dilettantistiche, costituita da innumerevoli organizzazioni che, spesso, non dispongono delle risorse economiche sufficienti allo svolgimento della propria attività.

1. Che cos'è e come funziona SportSupporter?
«SportSupporter è la prima piattaforma di crowdfunding in Italia dedicata esclusivamente a progetti legati allo sport. Alla domanda che spesso ci fanno 'perché proprio lo sport?', rispondiamo sempre: perché questo settore, soprattutto quello costituito da società sportive dilettantistiche, ha costantemente bisogno di fondi di cui non dispongono e che ormai non provengono più dalle istituzioni e dagli enti locali. Chi manda volentieri i propri figli a praticare sport in strutture poco sicure e con attrezzature non a norma? Ma è quello che accade normalmente, spesso con conseguenze molto gravi. Pensiamo che in generale lo sport necessiti di più attenzione da parte della società civile e di poter usufruire di maggiori strumenti, tra cui il crowdfunding. Nelle nostre intenzioni vorremmo che SportSupporter diventi il punto di incontro tra le realtà sportive che abbiano necessità di reperire fondi e coloro che desiderano contribuire alla realizzazione di un progetto tramite il coinvolgimento della propria rete sociale, siano essi singole persone, aziende, fondazioni o enti pubblici che vogliano aiutare, attraverso donazioni, i progetti presenti sulla piattaforma».

2. Chi sono i fondatori di SportSupporter e come è composto il team?
«SportSupporter è nata da una idea di Antonia Lanari e Manuela Sartor. Nel corso del tempo si sono uniti a noi vari collaboratori, tra cui Francesco Spina come project manager e procacciatori di affari per la ricerca di sponsor. Ma il progetto SportSupporter è a tutti gli effetti ancora una start-up e quindi siamo aperti a collaborazioni, finanziamenti e quant'altro possa servire a dare una spinta alla crescita dell'iniziativa, considerando l'ambito essenzialmente sociale nel quale svolge la propria attività».

3. Come funzionano il reward ed il donation crowdfunding e come li interpretate all'interno di SportSupporter?
«A differenza delle piattaforme generaliste abbiamo scelto di renderla 'verticale', ovvero rivolta a settori specifici, come appunto lo sport. SportSupporter adotta i metodi reward-based e donation-based in base alla scelta del progettista. Inoltre abbiamo introdotto un metodo tutto nostro per facilitare i progettisti nel raggiungimento dei loro obiettivi, introducendo una novità tra i 'generi' di crowdfunding attualmente esistenti: SportSupporter è infatti la prima piattaforma che opera con il sistema 'All or Some Steps' dove il progetto è suddiviso in step o obiettivi tangibili raggiungibili separatamente. In questo modo le somme raccolte per i singoli step sono trasferibili ai progettisti, senza compromettere l'intero progetto. Questo perché lo sport è un settore dove il supporter è un donatore puro, che non si aspetta necessariamente un prodotto in cambio o di acquistarlo in prevendita, quindi pensiamo che sia necessario, nei progetti, mettere molto il cuore, la passione, più che il marketing. Insomma, nei progetti pubblicati sulla nostra piattaforma i supporter si sentono coinvolti da un progetto per ragioni di vicinanza alla struttura o alla disciplina sportiva, o perché fan di una squadra, sebbene i rewards siano graditissimi e necessari. Il nostro impegno è quello di cercare di coinvolgere più gente possibile che abbia in comune l'amore per lo sport, dove spesso ci si arrangia, anche se viene praticato da un'infinità di persone. Uno dei nostri obiettivi è quello di riuscire a sensibilizzare maggiormente le istituzioni verso lo sport e di coinvolgere una rete di aziende in programmi e attività di CSR a favore dei nostri progettisti».

4. Quale è lo scenario giuridico italiano di riferimento? Quali pensate potranno essere le future evoluzioni normative del settore, anche con riferimento al tema di crowdfunding e sport?
«Come accennavo prima, lo scenario nel quale si muove SportSupporter è, giuridicamente parlando, quello delle Srl, precisamente siamo una Srls, ma stiamo per cambiare la denominazione e la forma societaria, e saremmo decisi a rientrare in un contesto nel quale siano comprese le società a sfondo benefit, perché quello è l'ambito che più ci è consono, a nostro parere. Secondo il nostro punto di vista le normative del settore dovrebbero contestualizzare società come le nostre entro una categoria molto vicina al terzo settore, ovviamente sto riferendomi al crowdfunding puro (donation, reward, civic), non al lending, equity o royalty».

5. Come è composto l'ambiente competitivo del reward e del donation crowdfunding per lo sport in Italia?
«A tutt'oggi il panorama italiano conta almeno 4, forse 5, piattaforme che operano verticalmente nel settore sport, compresa SportSupporter. Poi dobbiamo contare le piattaforme proprietarie di banche, istituzioni, aziende, ecc. che propongono campagne di crowdfunding a soggetto sportivo appoggiandosi su piattaforme generaliste o creandone di proprie. In questo caso il conteggio si fa un po' più complicato, senza contare i singoli progetti a tema sportivo pubblicati sulle piattaforme generaliste».

6. Quale è l'opinione di SportSupporter sullo stato attuale del crowdfunding, del reward e del donation crowdfunding più nello specifico e dei finanziamenti alle attività sportive?
«Tutti si stanno dando molto da fare in questo senso, non ultime le aziende che, in ottica CSR, comprendono il crowdfunding tra le loro iniziative. Questo è un aspetto molto positivo, perché contribuisce a far conoscere il crowdfunding e ad aumentare la fiducia in questo mezzo di finanziamento tra i possibili progettisti e i donatori. Quello che mi lascia un po' fredda è che in certe iniziative c'è troppo poca trasparenza, soprattutto in grandi iniziative che, se analizzate in profondità a livello di contributi da parte delle aziende non sono, per così dire, molto chiare. A me sembra che apparentemente vengano elargiti molti soldi su alcuni progetti di cui però poi non se ne sa più niente... Peggio ancora per quanto riguarda i finanziamenti alle start-up, non solo quelle in ambito sportivo. Qui oltre alla nebbia c'è proprio puzza di bruciato!».

7. Informazioni su SportSupporter.
SportSupporter ha predisposto una serie di servizi per aiutare i progettisti nella gestione della loro campagna di crowdfunding:
1. Supporto pre-lancio
2. Strategia di comunicazione
3. Ricerca partner
4. Social media manager (1 mese)
5. Social media manager (3 mesi)
6. Ricerca sponsor

Per informazioni:
www.sportsupporter.it
Antonia Lanari
+39 349 72 09 989
sportsupporter@sportsupporter.it